“Non vedo, ma sogno.”
Andrea Camilleri

 

Che differenza cogliamo tra una foto scattata da una persona ipovedente e una scattata da una persona vedente? Probabilmente nessuna. In entrambi i casi sono fatte da una macchina, o da un telefono cellulare sempre più frequentemente. E la macchina, o il cellulare, ci vedono allo stesso modo, indipendentemente da chi la tiene in mano. La vera differenza sta tra come vede una persona ipovedente – ombre, luci, prospettive, colori – e come vede una persona che ha la vista perfetta. Sembra un’ovvietà, ma è quello di cui ci siamo accorti portando avanti questo progetto. Le “caratteristiche” delle fotografe – ragazze con disturbi visivi di vario tipo – passando attraverso il filtro del cellulare, dell’autofocus, delle tecniche sempre più raffinate e quasi indipendenti dall’essere umano, appiattivano le grandi differenze – e anche le grandi difficoltà – di chi “non vede”.

A partire dalle loro fotografie, il progetto ha cercato di “lavorare” queste immagini, rendendole il più possibile simili allo sguardo originale dell’inquadratura. Se volete, è stato un po’ come estendere la disabilità visiva delle autrici anche allo strumento che utilizzavano.

Ne ha guadagnato la poesia dell’immagine, la sua indefinitezza, la sua vaghezza foriera di promesse: cosa esiste in fondo alla strada? Un bagliore, un fuoco, un dirupo, un’incognita? Non lo vediamo, non lo sappiamo.

 

collaborazione tra Piergiorgio Casotti e Marta, Annamaria ed Elisa

Orario apertura

Lunedì

h 24

Martedì

h 24

Mercoledì

h 24

Giovedì

h 24

Venerdì

h 24

Sabato

h 24

Domenica

h 24

Mostra aperta dal 29 aprile all'11 giugno

Indirizzo & Contatto

Indirizzo

Istituto Regionale “G. Garibaldi” per i Ciechi - Via Raimondo Franchetti, 7 - 42121 Reggio Emilia

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